Il Mandala è un simbolo mitologico nel senso che riguarda l’uso di un archetipo che si ritrova in tutto il mondo: il cerchio viene ripreso da più culture (si trova in antichi dipinti cristiani, tibetani, cinesi, giapponesi e indiani) ed era usato per descrivere concetti come l’Unità, l’Essere, il Tutto.

 

Jung utilizzò i Manadala nel suo lavoro come forma di studio e di terapia.

Notò che i pazienti schizofrenici che guarivano o miglioravano cominciavano a dipingere cerchi, i quali simbolicamente sarebbero in relazione con l’interiorità ricompattata e non più scissa in diverse personalità.

 

 

Abbiamo visto come il cerchio simboleggi l’interezza della persona.

Graficamente la circonferenza, ovvero la parte esterna del cerchio, rappresenta la personalità, cioè l’insieme dei comportamenti appresi, il modo automatico di reagire alle situazioni: prendendo in considerazione questa parte, è possibile analizzare il modo in cui la persona si muove e interagisce con il mondo (il quale viene rappresentato dalla parte esterna, tra la circonferenza e il bordo del
foglio).

 

 

Il centro del Mandala è connesso con le qualità essenziali della persona, che possono essere svariate:
amore, fiducia, silenzio, delicatezza…queste non sono fisse, ma cambiano e fluiscono, si modificano continuamente nel corso della vita.

 

 

A volte il centro è connesso con gli strati più esterni della personalità,

altre è chiuso in protezione, altre ancora è esplosivo e si espande oltre ai confini, ecc… In ogni caso questo emergerà graficamente.

 

 

Attraverso l’interpretazione del Mandala è possibile indagare i livelli di coscienza, cioè -graficamente- gli strati tra il centro e l’esterno della circonferenza.

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *