Perché preferiamo un colore ad un altro?

Perché preferiamo il rosso all’azzurro, o il giallo al turchese?

Perché queste preferenze cambiano nell’arco della nostra vita o restiamo “fedeli” a una tonalità?

Le motivazioni possono essere di diversa natura poiché esistono svariati modi di approcciarsi al colore:

 

 

Associazione personale:

Preferiamo una tonalità perché ci ricorda qualcosa che ci piace, come la squadra del cuore o una persona cara. Il collegamento tra ciò che amiamo e il colore è spesso ben chiaro nella nostra mente, siamo consapevoli del fatto che ciò che quella tonalità ci ricorda è una sensazione positiva da ricercare nella vita di tutti i giorni.

Nel caso contrario, l’avversione raramente ha una motivazione cosciente. Un esempio potrebbe essere il fastidio verso il colore giallo perché viene collegato emotivamente al colore della propria cameretta nella quale si veniva spesso isolati in punizione: questa tonalità quindi verrebbe associata alle sensazioni spiacevoli provate all’epoca. Per “riappropriarsi” delle connotazioni gioiose e positive sarà necessario recuperare il ricordo, rielaborarlo e separare la sensazione negativa dal colore giallo.

 

 

Significato culturale:

Nel corso dei secoli le culture hanno attribuito significati e connotazioni ai colori, potremmo quindi preferirne uno a causa dell’associazione culturale che diamo ad esso.

Ad esempio in occidente il rosso è spesso sinonimo di dinamismo, espansione, forza fisica e velocità, a volte di aggressività, lussuria e spavalderia. Nel caso in cui una persona si riconosca in queste caratteristiche, o al contrario se ne senta priva e voglia assorbirle dall’esterno, è possibile che sviluppi una preferenza verso questa tonalità.

Cambiando sé stessi, attraverso esperienze di vita o percorsi di crescita personale, può accadere che la preferenza verso un determinato colore muti nel tempo.

 

 

Significato psicologico:

Il colore agisce sull’inconscio.

Il linguaggio delle emozioni si basa prevalentemente sui colori ed è universale. La causa di ciò affonda le radici nel passato in cui i ritmi delle popolazioni primitive venivano scanditi dal susseguirsi della luce e del buio. Ad esempio, preferire colori scuri, blu, cupi, indicherebbe il bisogno di chiusura o riposo che il calare della notte rende possibile; al contrario preferire tonalità brillanti e chiare indicherebbe che il corpo ha necessità di disperdere energia fisica o mentale.

Il famoso test di Lüscher si basa su quest’ultimo criterio di preferenza.

 

 

Nel lavoro con i Mandala cerchiamo di unire conscio e inconscio, imprimiamo significati in modo volontario ma possiamo anche lasciarci sorprendere in seguito da una lettura globale.

La scelta dei colori a volte sarà di tipo razionale, oppure ci lasceremo guidare dall’intuito.

Nei corsi, o nei percorsi di crescita personale, sarà divertente indagare sulle proprie motivazioni: spesso i risultati saranno sorprendenti e inaspettati.

 

Se desideri saperne di più o vorresti chiedere informazioni su corsi o consulenze scrivimi:

info@innerart.it

 

4 commenti
    • Marina Bambara
      Marina Bambara dice:

      Grazie per avermi fatto riflettere sul collegamento esistente tra i numeri e i colori, tra le emozioni e la spirale della vita. A presto!

      Rispondi

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