Nell’articolo precedente abbiamo visto come i colori possano esprimere concetti associabili al

-principio maschile (razionalità, logica, assertività, forza fisica ed efficienza) o al

-principio femminile (dolcezza, empatia, creatività, intuizione, emozione).

Ma se il colore che ci piace non è in linea con le qualità e le caratteristiche che vogliamo rappresentare, si può ugualmente utilizzarlo?

Vediamo perché si.

Dal Mandala si sprigionano emozioni e sensazioni collegate alle tonalità usate, ma l’impressione globale passa anche -e soprattutto- attraverso l’energia di fondo. In che modo questa si manifesta?

Emerge attraverso le linee curve, concave e convesse, figure rotondeggianti, sviluppi sinuosi, nel caso le qualità ricercate siano quelle femminili;

Linee rette, figure spigolose, triangoli, quadrati, fulmini e angoli invece richiamano il principio maschile, denotando maggior velocità ed energia diretta.

Un altro modo per determinare l’energia di fondo è osservare se la forza presente è centrifuga (tendente all’esterno, verso il margine del foglio e oltre: questa è una tendenza maggiormente maschile, l’attenzione orientata verso il mondo esterno)

Oppure la forza è centripeta (è prevalentemente femminile l’attitudine a guardarsi dentro, sentire il proprio sentire, orientarsi verso il centro di sé con un atteggiamento di protezione).

In ogni caso nessuno di noi è guidato al 100% da una sola delle due polarità né sarebbe sano; pertanto l’equilibrio tra le due forze può essere bilanciato attraverso l’uso di entrambi i tipi di energia.

I corsi di crescita personale danno la possibilità di guardarsi allo specchio: il Mandala è un ottimo strumento di auto-osservazione.

Attraverso un metodo facile, divertente e accessibile a tutti si potrà ottenere il ritratto della propria anima, che si sviluppa ed evolve tra colori ed energia.

Per info su corsi e consulenze: info@innerart.it